Il PPV del mese di maggio della WWE (Over The Limit) vedrà affrontarsi per il titolo massimo della compagnia l'attuale WWE Champion CM Punk e l'ex World Heavyweight Champion Daniel Bryan; una sfida che, come ci ricorda la WWE stessa, non è inedita. Per questo inizierò questa serie di articoli proprio per raccontare tutti gli incontri tra i due.
C'era un tempo in cui i due non erano ancora così conosciuti, non erano il volto della compagnia mediaticamente principale al mondo e si affrontavano davanti a un pubblico decine di volte inferiore ma, estremamente esigente.
Nonostante fossero già considerati tra i migliori wrestler al mondo e tra i principali astri nascenti dell'epoca, tra loro non c'era mai stato un feud e nemmeno un singolo match.
Nel 2004 la ROH di Cary Silkin si ritrovò in pessime acque in seguito allo scandalo generato dalle accuse mosse a Rob Feinstein. Venne così presa la decisione che la sfida tra i due wrestler, volti in ascesa della compagnia e di tutta la scena indipendente, sarebbe stato un ottimo punto di svolta.
Fu così che, dal nulla, nacque il primo match tra Bryan Danielson e CM Punk.
ROH Reborn: Stage One
St. Paul, Minnesota
23 Aprile 2004
Match che avrebbe dovuto rappresentare la rinascita della ROH. Ci troviamo nel periodo successivo allo scandalo di Rob Feinstein, quando tutti gli atleti TNA vennero costretti a lasciare la federazione; Gabe Sapolsky (head booker della Ring Of Honor) decise a quel punto di rilanciare la federazione proprio con questo dream match.
Purtroppo l'incontro lascia molte cose in sospeso. Sarà che Punk non era ancora una stella splendente (aveva da poco finito l'ottimo feud con Raven e quello con Chris Hero in IWA-MS che lo avevano lanciato), sarà che Danielson non aveva ancora ottenuto lo status da "Best In The World", sta di fatto che la sfida giunse forse troppo presto.
I due non sembrano trovare l'alchimia giusta per tutta la prima parte dell'incontro e non sembrano neppure orientati verso uno stile specifico da mettere in mostra. Risulta difficile considerare il tutto come un tentativo narrativo di Punk di uscire dal campo dello scientific wrestling, il campo di pertinenza di Bryan. Se invece l'intento era questo, sembra stonare con quello che rappresenterebbe davvero la sfida e l'idea che si pone a fondamento della contesa.
La seconda parte dell'incontro presenta un'elevazione dei toni, sebbene il tutto sembri risultare bloccato, con il freno a mano tirato.
La parte finale, con Punk che prova a sottomettere il suo avversario, è sicuramente apprezzabile e offre una narrazione che pone l'accento sulle difficoltà del wrestler di Chicago a scalfire Bryan.
Nonostante questi difetti, la psicologia di Danielson rimane eccelsa. Da sottolineare il lavoro sulla parte centrale del corpo di Punk per prepararlo a entrambe le sue finisher; questo porta il campione WWE a faticare nel mostrare le sue capacità narrative, limitando di molto la contesa.
Alla fine, considerando il potenziale dei due wrestler, il verdetto non può che essere una parziale bocciatura.
Voto: 6.5
Di seguito il match in ROH tra Bryan Danielson e CM Punk:
Nel 2002 alla morte di Ted Petty, il proprietario e head booker della IWA-MS Ian Rotten decise di trasformare il torneo "Sweet Science Sixteen" nel "Ted Petty Invitational", per omaggiare il wrestler scomparso.
Il torneo, nato nel 2000 come scontro tra wrestler tecnici, ha visto affrontarsi il meglio del panorama indipendente dell'epoca. Nel 2004, a cinque mesi dalla loro prima sfida, Danielson e Punk si riaffrontarono nei quarti di questo importante evento.
Punk era alla sua quarta apparizione nel torneo, dopo essere arrivato in finale nell'edizione del 2002 e non aver potuto prendere parte a quella dell'anno successivo, era sicuramente intenzionato a vincere. Danielson era alla sua prima apparizione.
Agli ottavi Bryan aveva sconfitto Alex Shelley; mentre Punk si era trovato di fronte Austin Aries. Entrambi i match erano stati particolarmente fisici.
IWA-MS Ted Petty Invitational Night II
Highland, Indiana
18 Settembre 2004
Ancora una volta il match fatica a decollare. C'è da dire che questa volta ci troviamo in un contesto particolare; la psicologia di un torneo a livello narrativo, con la costruzione della possibilità di dover arrivare fino alle fasi conclusive, introduce una logica di risparmio energetico.
A livello strutturale, la finale di un evento non può risultare inferiore alle fasi precedenti, perchè ciò andrebbe a sminuire il torneo nella sua totalità.
Il problema principale è che i due sembrano non sapere cosa fare. Una prima fase che sembra vertere in sul tecnico; Punk tenta di nuovo a superare il suo avversario in questo campo, senza riuscirci, venendo dominato e costretto a cambiare i suoi piani. Di conseguenza portano la contesa fuori dal quadrato, ma in quello che risulta solo un tentativo di prendere tempo piuttosto che di un tentativo per aggiungere elementi narrativi.
La fase finale è sicuramente interessante. Assistiamo ai tentativi di effettuare le rispettive finisher: la Pepsi Plunge per Punk e la prima Cattle riversata. Si arriva a un finale che richiama il match precedente, dove vediamo Punk cedere alla sottomissione.
Voto: 6
Ecco il match completo in IWA-MS tra i due:
Alla conclusione di questa prima parte, emerge come Danielson abbia messo a segno due vittorie sul suo avversario. Nel prossimo capitolo analizzeremo l'unico vero feud che i due ebbero in FIP nel 2005, prima di riaffrontare l'argomento WWE con le loro sfide di inizio 2012.
La seconda parte la potete leggere: cliccando qui.
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Alessio Garbini

A quando la parte 2?
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