Raj Dhesi (l'ex Jinder Mahal) ha reso noto un importante schema dei contratti WWE, che spiega molte scelte recenti di TKO. Ci sono delle modifiche strutturali che sono nate e pensate con lo scopo di generare un vantaggio economico all’azienda.
Vi ricordo che potete seguirmi su Facebook (qui), Instagram (quo) e X (qua) anche per rimanere aggiornati sulle uscite e sui prossimi appuntamenti.
Ricordatevi che cerco sempre di mettere in piedi contenuti differenti per ognuno di
questi quattro social; per questo è sicuramente importante riuscire a seguire tutto, per non perdersi nulla.
Ci sono stati diversi tentativi in passato di scoperchiare i gravi problemi strutturali legati ai contratti che la WWE offre ai suoi atleti.
Data la natura del contratto da lavoratore indipendente, Jesse Ventura vinse una causa dove gli vennero riconosciuti i diritti legati all'uso della sua voce nelle registrazioni e repliche. Nel 2008/2009 un gruppo di wrestler tentò di cintestare la validità di tali contratti, non riuscendoci. Senza scordarsi dell'avvocato Konstantine Kyros, che ha rappresentato 60 ex dipendenti per le CTE nel 2014/2016.
Ci furono anche delle commissioni del Senato, senza scomodare quelle del perioco 2007-2009 legate all'uso di steroidi, le istituzioni si sono poste il dubbio sui diritti di tale contratto e su come potessero influenzare le libertà lavorative del singolo, ma le inchieste vennero bloccate. Persino l'ex candidato presidenziale Andrew Yang lo inserì tra i punti del suo programma, cercando di definire delle regole chiare sulle attività terza (Twitch, Cameo), che la WWE blocca nonostante lo status del lavoratore che non gliene darebbe diritto.
Però, nei livello bassi della card, non hanno mai viaggi pagati, alloggi pagati e una copertura sanitaria limitata. Ovviamente ci sono delle eccezioni, come i tour al di fuori dal continente americano.
Ogni wrestler può ottenere degli extra legati alle apparizioni, che sia nei Live Events, che sia in TV, che sia per i PLE, oltre ovviamente a una quota nel merch (più o meno grande) ed eventuali apparizioni tra talk show, canali YouTibe, podcast, interviste e via discorrendo.
Se tutto fosse regolare, in un sistema per cui più fai e più guadagni in extra alla paga base, non saremmo ovviamente qui a parlarne. Quindi come funziona? Il wrestler diventa, ogni settimana, debitore della WWE. I soldi di base sono garantiti, ma tu devi ripagare questi soldi con la tua prestazione.
Il calcolo è annuale. Nelle 52 settimane ti ritrovi a guadagnare, per ipotsi, 1 milione. Quindi si tratta di circa 20mila dollari a settimana, per semplificare i calcoli.
Tu inizi la settimana 1 con un debito di 20mila dollari. Ipotizziamo che in quella specifica settimana il wrestler lotta in un Live Event, e quell'apparizione vale 5mila dollari, a fine settimana il lottatore dovrà alla compagnia 15 mila dollari. Cifra che non è reale, ma viene messa nel bucket.
Quando il wrestler è infortunato, sia la WWE che la AEW, applicano la logica del congelamento del contratto. Ma ne parleremo in un'altra occasione. In quel caso però, il wrestler continuerà a prendere il minimo, ma difficilmente sarà in grado poi di guadagnare abbastanza da recuperare quella parte. Nonostante abbia azzerato, o quasi, le spese.
Dato che la compagnia, come già analizzato in passato (nella recensione di WrestleMania 41, che trovate: qui), sta cercando di massimizzare al massimo i profitti in borsa, proprio per cercare di ipervalorizzare il gruppo, sta agendo però sfavorendo la fascia più debole dei loro dipendenti.
Con quale scopo? Una vendita? Per ingannare gli azionisti? Lo scopriremo in futuro, immagino.
Ci sono almeno 3 scelte strategiche recenti che possono essere spiegate grazie a questa logica. La prima, e più evidente, è il taglio dei Live Events. Eliminare gli house show è quello che più di tutti colpisce questa fascia. Fino all'acquisizione, se non apparivi in TV avevi comunque la possibilità di fare 2-3 eventi a settimana, che ti permettevano di guadagnare.
Il secondo aspetto è la rimozione di wrestler del main roster dalle apparizioni nei programmi secondari. In programmi come Main Event, si vedono sempre più nomi da NXT o con quel tipo di contratto (NIL o ID), piuttosto che i midcarder.
Infine la riduzione del numero di match in PLE. Certo, permette anche di inserire più spazi pubblicitari, ma se passi da 8-9 incontri a 5, per forza di cosa dovrai ridurre il numero di lottatori. E questo, assieme alla richiesta di taglio di compenso sui contratti (ovvero quello che ha accettato Zayn o che nomi come New Day o Sheamus, no), non colpisce solo i midcarder. Anche se nel caso di nomi di primo piano come CM Punk o Becky Lynch questo è visto come positivo, un modo per riposare. Ma se sei un uppercarder, ti troverai dimezzato lo stipendio.
Tutti questi fattori vanno verso una logica aziendalistica precisa, quella di dare sempre meno soldi ai propri wrestler.
Per quanto il modello AEW non sia il migliore, è innegabile che offra un modo di vivere l'ambiente molto differente. Penso, ad esempio, alle parole di Maven, che fu ospite della compagnia e rimase sconvolto di vedere i cambiamenti portati dietro le quinte rispetto alla WWE. Questo accade perchè vengono percepiti come degli sportivi, non solo come performer. Cambiando la logica dietro al welfare aziendale.
La WWE si è mossa fin da subito proprio per questa ragione contro la compagnia di Tony Khan, dato che la All Elite poteva permettersi di offrire un modello alternativo, portando una rivoluzione non solo in termini economici, ma anche in termini di benefit. Quale wrestler, a parità di ingaggio, sceglierebbe una compagnia dove vivi peggio?
Quindi l'unica alternativa dev'essere quella di cambiare qualcosa a livello di costi-benefici, ma TKO è nota per la sua linea dura; basti pensare a come abbia licenziato il nome più importante UFC che avevano, Francia Ngannou, quando chiese una paga migliore.
Perciò l'illusione del monopolio, ti permette di dettare le regole; una volta perso il monopolio, devi cercare di scendere a patti. Cosa che TKO vuole evitare.
Ma la strada è lunga e avere due realtà grosse, è il modo migliore per permettere una migliore protezione dei diritti dei wrestler.
Vi ricordo che potete seguirmi su Facebook (qui), Instagram (quo) e X (qua) anche per rimanere aggiornati sulle uscite e sui prossimi appuntamenti.
Ricordatevi che cerco sempre di mettere in piedi contenuti differenti per ognuno di
questi quattro social; per questo è sicuramente importante riuscire a seguire tutto, per non perdersi nulla.
Alessio Garbini







