venerdì 13 novembre 2015

Eddie Guerrero, sopravvalutato in Italia?

Aggiornamento 2023. Nell'ambito del restauro dei vecchi articoli del sito cercherò di conservare questo pezzo con i riferimenti temporali del 2015.
Vi ricordo che ogni sabato alle 19 sia su Instagram che Facebook sto proprio rivivendo quello che accadeva in TV 20 anni fa.

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Buona lettura.

Dieci anni fa se ne andava Eddie Guerrero, per molti questa data rappresenta quasi un undici settembre, una data indelebile che rimane impressa nella memoria.
Una data che, forse più di ogni altra, sembra quasi indicare uno spartiacque per la WWE. Soprattutto per quanto riguarda la WWE in Italia.
Una data che mette in evidenza un modo di vedere il pro-wrestling nel nostro paese. Una data che porta a una idealizzazione di un wrestler che, in un certo senso, non ha tutto questo diritto di essere ipervalutato in questo modo.




Partiamo raccontando la storia della WWE in Italia. Dopo la breve parentesi di Velocity tra il 2002 e il 2003, la WWE ritornò prepotentemente sugli schermi di Italia 1 con SmackDown! nel settembre del 2003. Inutile dire che con la partenza di alcuni nomi come quello di Brock Lesnar, i nomi che assunsero una riconoscibilità che andava al di fuori dell'ambiente dei fan di wrestling furono quelli di: Rey Mysterio, John Cena ed Eddie Guerrero.
Se io andassi a chiedere a un ragazzo tra i 20 e i 25 anni che seguiva all'epoca inevitabilmente questi tre nomi verrebbero citati.

Abbastanza divertente è notare come un wrestler assolutamente mediocre come Hardcore Holly abbia sempre vissuto di una fama e di una considerazione mai avuto in tutta la sua carriera. Ricordo negli house show anche anni dopo il 2004 che fosse sempre uno dei più tifati.
Possiamo ritenere casuale il fatto che quando la WWE stava entrando con prepotenza nelle nostre case, Holly si trovasse al centro della storyline principale del roster blu con Brock Lesnar?

Quando si parla del commento di Giacomo Valenti e di Christian Recalcati si citano spesso le frasi fatte, la totale mancanza di traduzioni, i soprannomi stupidi ma del fatto che tutto questo provenisse per la maggior parte di questo da politiche aziendali non se ne parla. [Nota del 2023: quando lavorai con Recalcati in radio mi raccontò vari aneddoti proprio su questo, come lo sapessi nel 2015 mi sfugge].
Eppure fu proprio grazie a questo commento, al loro modo di enfatizzare e rendere accessibile anche a bambini di 5-6 anni il ruolo di un Rey Mysterio, di un John Cena e di un Eddie Guerrero che moltissimi di noi sono qui a leggere questo pezzo.


Infatti se io andassi a chiedere a un altro gruppo di ragazzi, questa volta rimasti fan di wrestling, di quando iniziarono a seguire questo sport, la risposta sarà nel 90% dei casi legata a SmackDown!

Nel 2004 i così definiti “SmackDown! Six”, ovvero un gruppo di sei wrestler attorno a cui Paul Heyman fece ruotare tutto il suo booking del roster blu, erano dimezzati. Kurt Angle era infortunato, Edge era fuori da tempo con un grave infortunio che accelerò il suo ritiro dal ring nel 2011 [Spoiler dal 2023: ah sì, vedrai], Chris Benoit era passato a Raw, Chavo Guerrero era turnato disastrosamente heel. Rimanevano solo Eddie Guerrero e Rey Mysterio. A questa "tragedia" dobbiamo aggiungere Brock Lesnar che lasciò la compagnia per provare la carriera nel football.

Per forza di cose le storie principali ruotavano attorno a questi due nomi, oltre a una stella nascente come John Cena.
Viene semplice pensare a come un Guerrero o a un Rey facciano nascere nella mente dei giovani fan dell’epoca bei ricordi. Ricordi legati alla propria infanzia, magari al vedere questi omoni insieme al proprio nonno venuto a mancare.


Questo cosa comporta? Questo comporta quasi inevitabilmente che quei ricordi siano arricchiti di un valore e di una potenza non indifferente. Non possiamo dunque ignorare l'effetto della nostalgia e di come molto spesso il meccanismo dell'idealizzazione sia un processo inesvitabile e che possa far risplendere maggiormente un ricordo.
Alla fine i ricordi e le emozioni sono collegate. Quanti quando si va nel posto in cui si andava in vacanza nell'infanzia si è di istinto felici? Proprio perchè riaffiorano in questo modo i ricordi felici e idealizzati.

Se a questo si aggiunge la prematura scomparsa di un idolo dell’infanzia esso assume una valenza ancora più potente. Per molti bambini all'epoca questa è forse stata la prima reale esperienza con la morte. Era impossibile non venirlo a sapere, i telegiornali ne parlavano. Ci fu addirittura il servizio di Maurizio Costanzo e Enrico Mentana. In tutte le scuole non si parlava d'altro.
Ricordo che dovetti dare la notizia a dei bambini delle elementari a cui insegnavo pianoforte. Ricordo ancora la reazione. Dopo tutto questo tempo.

Quindi questo porta a chiedersi se tutti questi fattori. Unici per la storia italiana, non abbiano arricchito portato a sopravvalutare il reale ruolo che Guerrero ha assunto nella WWE e nella storia del wrestling.

Attenzione che non sto parlando di una sopravvalutazione di Eddie Guerrero sul suo ruolo all'interno dei programmi. Fin dall’inizio della carriera si trattava di un wrestler sopraffino sul quadrato, con una faccia da schiaffi e un’espressività che lo rendeva senza troppi problemi tra i wrestler più caratteristichi e interessanti ovunque si trovasse; dalla AAA alla ECW, passano alla WCW e la WWE. Senza dimenticarsi quanto fatto in ROH, IWA MS o in tutti i territori indipendenti in cui ha lottato.
C'era anche un personaggio che non lo rendeva così nettamente un face e quindi poteva essere visto anche come molto “figo” per un pre-adolescente o un adolescente. La differenza evidente con un Rey o un Cena che rimanendo troppo face negli anni hanno spesso subito un trattamento quasi opposto a quello di Guerrero in termini di "figaggine".

Tutti questi elementi combinati. Il personaggio, il commento familiare di Recalcati & Valenti, la sua abilità di stare al limite. Uniti al forte significato dato alla sua morte non può non essere considerato quando le pagine Facebook o i profili Instagram si riempiono di omaggi a lui portando a un'inesorabile idealizzazione del ruolo di quello che, a tutti gli effetti, era un uppercarder ma che in Italia ha significato molto di più per quasi tutti i fan di wrestling di oggi.

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Alessio Garbini

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