Ritorno a parlare del G1 Climax di quest'anno con la terza e ultima parte. L'uscita in ritardo è legata alla presenza di uno dei match più importanti degli anni '20.
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questi quattro social; per questo è sicuramente importante riuscire a seguire tutto, per non perdersi nulla.
Questo articolo avrebbe dovuto uscire subito dopo la conclusione del torneo, ma quello che mi sono trovato davanti è stato un match non solo fenomenale, ma un incontro che con molta probabilità segnerà il futuro del pro wrestling mondiale. Ho pensato di prendermi il giusto tempo per elaborarlo e poterlo rivedere (siamo già a quota 3 visioni). Se siete qui solo per leggere di questo incontro, andate direttamente al commento sulla finale; se invece siete interessati al Climax in generale, vi rimando alle prime due parti: Prima Parte e Seconda Parte.
Attenzione: i commenti sono stati scritti mentre vedevo i match. Non ci sono influenze sapendo i risultati. La finale comprende anche l'analisi post match, data la sua storicità e importanza.
Day 15, 11 agosto
HENARE Vs. Zack Sabre Jr., match di puro orgoglio per entrambi, che ormai sono fuori dalla corsa alle semifinali, vogliono comunque dare il massimo. Danno tutto il possibile, soprattutto Sabre, che spinge l’avversario in situazioni per lui al limite adattandosi bene
al suo stile. Ci regalano un match decisamente solido.
Ren Narita Vs. Drilla Moloney, uno schema che abbiamo già visto in questi giorni e che anche qui ritorna. Drilla deve superare le scorrettezza di Ren per provare a portarsi a casa la vittoria. Ci riesce, confermando il suo ruolo tra i top gaijin.
Callum Newman Vs. Aaron Wolf, importantissima vittoria per Wolf, che mette in piedi uno dei suoi migliori match. Newman decisamente in forma riesce a costruire una storia impeccabile, che eleva Wolf a nome di alto livello.
Gabe Kidd Vs. Yuya Uemura, nel percorso di redenzione di Yuya, che lo potrebbe condurre alla finale, non rimane che superare un ostacolo importante. Il più forte gaijin del torneo che, come detto la scorsa volta, ha un modo tutto suo di lottare in questo torneo.
Il match è ottimo perché racconta perfettamente questa storia e la tendenza nel cercare di creare queste dinamiche con entrambi che cercano la finale.
Shingo Takagi Vs. SANADA, SANADA ha un moto di orgoglio e cerca di rovinare le speranze di Shingo di rimanere in vita nel torneo. Match solidissimo, con anche una bella durata che dimostra perché l’ultima giornata del girone è sempre entusiasmante. Takagi fa bene il suo ruolo ed entrambi ne escono egregiamente, Shingo rimane ancora in corsa, sperando in errori degli altri per accedere alle semifinali.
Yuto-Ice Vs. Hirooki Goto, il culmine di tutto quanto ci è stato raccontato finora. Yuto dimostra quanto sia forte con una prova convincente, ma non è ancora pronto a salire di rango. Goto, nonostante sia provato dal torneo, tira fuori l’orgoglio
che lo ha reso campione e supera il giovane, a cui manca ancora quello fighting spirit che lo potrebbe rendere campione.
Yota Tsuji Vs. Jake Lee, match di riposo per Tsuji che lascia a Lee la possibilità di fare il suo gioco. Ne scaturisce un match tutto sommato piacevole.
Oleg Boltin Vs. Great O-Khan, due visioni: un misto tra il moto d’orgoglio e il far vedere il proprio vero sè per O-Khan; contro la solidità dettata da un'altra buona prova di Boltin che si conferma nome forte per la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Match sicuramente interessante.
Konosuke Takeshita Vs. Ryohei Oiwa, la vittoria inaspettata e che cambia tutto. Oiwa si stava già facendo notare, ma che riuscisse non solo a qualificarsi alle semifimanli, ma che potesse arrivare addirittura a battere Takeshita, non era nelle lista delle certezze del torneo. Invece mette in piedi una prova assolutamente perfetta che lo aiuta a salire rapidamente le gerarchie, in questo modo si porta direttamente al livello di Yuya Uemura come inseguitore dei Reiwa Three Musketeers per il main event.
Day 17, 13 agosto
Zack Sabre Jr. Vs. Aaron Wolf, anche qui l'importanza dell’ultima giornata del torneo si fa sentire e un match di apertura assume la qualità da main event. Scontro decisamente ispirato, che si rivela interessante per poter pensare a un avversario per Wolf al Tokyo Dome.
Ren Narita Vs. Gabe Kidd, Kidd elimina Ren dalla possibilità di accedere alla semifinale e mette un piede nella fase successiva. Il match seguo lo schema della discesa nel campo dell’avversario per Gabe, che si conferma come l’invasore perfetto per il 2027.
Ren deve rivalutare il da farsi per la sua carriera.
Yuya Uemura Vs. OSKAR, altra ottima prova di entrambi. Yuya completa la sua run come semifinalista, mentre OSKAR si posiziona nelle gerarchie; non al livello di Yuto, che rimane un gradino più in alto, ma che si conferma come nome per il futuro.
HENARE Vs. Callum Newman, una continua prova di quella che è la possibile resistenza di Newman nel suo ruolo di top gaijin. Contro ogni pronostico, strappa il posto in semifinale riuscendo a superare il tema del braccio infortunato e abbraccia in maniera perfetta la narrazione classica del puroresu. HENARE si conferma come nome solido e affidabile in questo tipo di situazioni.
Prima di passare al commento delle fasi conclusive, vorrei spendere due parole sui gironi. È stata una ventata di aria fresca; non so quanto sia stata una scelta dettata dalla nuova proprietà o se, invece, fosse l'obiettivo fin da subito, ma il messaggio
che viene dato è abbastanza chiaro. Se rimani con noi, se cresci con noi, avrai la precedenza.
In retrospettiva, questo è stato anche l’obiettivo del Climax dello scorso anno, quello che ha visto l’invasore Takeshita vincere, per poi costruire una rivincita
per la NJPW con la vittoria di Tsuji. Probabilmente sarebbe stato un torneo dove Shota Umino avrebbe messo in scena la sua redenzione, ma la sua assenza ha comunque prodotto quattro semifinalisti perfetti per raccontare questa storia.
Newman si consolida come top gaijin, una figura necessario dato che Sabre sembra essersi messo da parte; mi viene quasi da pensare che si stia orientando verso un ruolo simile a quello che ebbe Minoru Suzuki con lui.
Ren Narita rimane la grande delusione. Ha un talento forse pure più cristallino di quello di Tsuji o Yuya, ma è stato messo da parte con la scelta di essere più un personaggio che un wrestler. Che se fosse stata una scelta passeggera, legata a dargli profondità in più andava bene, ma ormai sono alcuni anni che è in questo ruolo. Deve cambiare.
Sul resto dei partecipanti ho poco da aggiungere rispetto a quanto detto nell'analisi delle scorse giornate (link nell'incipit di questo articolo).
Occhio a Gabe Kidd che, nel ruolo da invasore, potrebbe diventare leader del terzo polo, posizionandosi tra i gaijin e gli eroi del dojo.
Occhio a Gabe Kidd che, nel ruolo da invasore, potrebbe diventare leader del terzo polo, posizionandosi tra i gaijin e gli eroi del dojo.
Day 18, 15 agosto
Ryohei Oiwa Vs. Callum Newman, un match perfetto dal punto di vista della psicologia. Avendo la possibilità di osare di più, anche Oiwa alza il livello della suo prestazione, riuscendo a offrire una prova migliore a tutte quelle viste nella fase a gironi. Newman è una certezza, lo conferma anche in questo contesto dove deve occupare un ruolo di prestigio.
Yuya Uemura Vs. Yota Tsuji, match essenziale, un match che permette di consacrare Yuya come outsider serio alla lotta al titolo. Tsuji si dimostra una sicurezza, il 2026 diventa l’anno fondamentale per consacrarlo come un nuovo possibile Ace della New Japan, dopo aver perso Kazuchika Okada
e Hiroshi Tanahashi. Prova solidissima di entrambi e una vittoria per Uemura che non può che diventare un elmeneto fondamentale della sua storia come wrestler.
Day 19, 16 agosto
Yuya Uemura Vs. Ryohei Oiwa, ci sono dei match che fin dal primo momento capisci che saranno necessari alla storia del wrestling. Dei match che inesorabilmente finiranno negli annali e che diventeranno un punto fermo sia nell'evoluzione dell'arte del pro wrestling, sia nelle singole carriere di chi vi ha preso parte. Questa, in breve, è l'importanza di questo singolo incontro.
Rimaniamo per un attimo nell'analisi del torneo; finalmente abbiamo un G1 Climax che lancia la nuova generazione, qualcosa che attendevo da almeno 3 anni, dal ritorno dei Reiwa Three Musketeers dalle loro excursion. Questo è fondamentale, la New Japan ha sofferto molto dal post pandemia, sia in termini di pubblico che in termini di creazione di nuove star. La crisi economica che ha colpito il Giappone ha spinto molti atleti ad andarsene, chi in WWE e chi in AEW. Per questo motivo è stato vitale riuscire a creare dei nomi provenienti dal proprio dojo, per poter ripartire da zero. Il fatto che gli autori di questo siano i due nomi che dovrebbe risultare come ‘secondi’ rispetto ai Reiwa rende il tutto ancora più significativo. Se il trio (con i suoi limiti) è già ben solido, avere almeno altri due nomi sullo stesso piano, diventa una risorsa infinita e straordinaria, oltre che una prova di forza verso gli invasori che vorrebbero depotenziare la federazione.
L'incontro è stato costruito nella ultime giornate, quando entrambi hanno iniziato a perfezionare la Headlock e la Wristlock come sottomissioni letali. Questo crea una narrazione sia interna al match, il pubblico giunge alla consapevolezza che queste due mosse siano delle finisher e non più delle mosse di transizione. Ma aiuta anche la narrazione extra match, perchè permette di dare un ulteriore valore a ogni incontro della fase a gironi, che spesso sembra distaccata dalla storia principale della finale.
Se dovessimo trovare un ulteriore legame per chiudere il cerchio, Tsuji il 4 gennaio sottomette Takeshita usando la Boston Crab, la finisher simbolo del dojo. Proprio per sancire l'inizio di un presente dove la NJPW si basa sui suoi allievi.
Impostare un match in questo modo voleva dire prendersi il rischio di creare un prodotto che fosse troppo imperfetto temporalmente, anacronistico, che potesse avere troppi difetti in termini di modernità. I due, invece, sono riusciti a superare questo rischio, sono riusciti a ideare un nuovo modo di costruire il match; prendendo ad ampie mani da uno stile di lotta più vicino a quello di Dory Funk Jr., ma aggiungendo elementi di modernità per dar vita a una concezione inedita di main event.
Il fatto che Dory ci avesse lasciato una decina di giorni prima della finale, l'ho trovato particolarmente poetico.
Il fatto che Dory ci avesse lasciato una decina di giorni prima della finale, l'ho trovato particolarmente poetico.
Possiamo dire che dopo gli anni di Kazuchika Okada e Kenny Omega che ci avevano abituato a uno scontro sempre più in salita, anche in termini fisici, qui torniamo al terreno. Al tappeto.
Sembra che il mondo del wrestling stia andando questa direzione, verso una rivoluzione, come fu nel 1984 con la UWF; la necessità di staccarsi da uno stile più "americano" per convergere verso quel movimento che portò alla nascita della MMA (ne ho parlato: qui).
Negli ultimi anni ci sono stati vari tentativi per rendere di nuovo popolare questo stile, come il Bloodsport di Josh Barnett copromosso con la GCW (e la versione Underground della WWE), oppure federazioni come la GLEAT, che nel rilancio dello stile UWF ne fanno un punto fondamentale. Ci tengo a citare come il match tra Karl Malenko, rientrante sul ring in questo 2026, con Low Ki lo scorso 13 settembre per la PRODUCE, ha avuto parecchia considerazione online ed è un pieno ritorno allo stile UWFi. Stesso dicasi per i vari riconoscimento che stanno ottenendo anche nomi come Jonathan Gresham, Matt Mako o Lee Moriarty.
Questo ritorno verso una versione work delle MMA non mi lascia privo di dubbi, ma che in questo contesto e con queste modalità, ovvero abbracciando ed evolvendo lo stile anni '70 in questa direzione potrebbe essere la soluzione. In fondo, la UWF era a sua volta un'evoluzione dello stile anni '70 di Antonio Inoki vs. atleti vari ma è andato in una direzione opposta a quella che ha ispirato questo match.
Sembra che il mondo del wrestling stia andando questa direzione, verso una rivoluzione, come fu nel 1984 con la UWF; la necessità di staccarsi da uno stile più "americano" per convergere verso quel movimento che portò alla nascita della MMA (ne ho parlato: qui).
Negli ultimi anni ci sono stati vari tentativi per rendere di nuovo popolare questo stile, come il Bloodsport di Josh Barnett copromosso con la GCW (e la versione Underground della WWE), oppure federazioni come la GLEAT, che nel rilancio dello stile UWF ne fanno un punto fondamentale. Ci tengo a citare come il match tra Karl Malenko, rientrante sul ring in questo 2026, con Low Ki lo scorso 13 settembre per la PRODUCE, ha avuto parecchia considerazione online ed è un pieno ritorno allo stile UWFi. Stesso dicasi per i vari riconoscimento che stanno ottenendo anche nomi come Jonathan Gresham, Matt Mako o Lee Moriarty.
Questo ritorno verso una versione work delle MMA non mi lascia privo di dubbi, ma che in questo contesto e con queste modalità, ovvero abbracciando ed evolvendo lo stile anni '70 in questa direzione potrebbe essere la soluzione. In fondo, la UWF era a sua volta un'evoluzione dello stile anni '70 di Antonio Inoki vs. atleti vari ma è andato in una direzione opposta a quella che ha ispirato questo match.
Manca ancora quel pezzo, quel pezzo che, come negli anni 90, ha portato a sviluppare dei modi nuovi di concepire il wrestling, che oggi sono diventati il mainstream, ovvero: shoot style, high flying e hardcore. Tutti aspetti che, se guardiamo a una AEW oggi, sono presenti, ma in una forma più "imbastardito" rispetto all'origine. Forse anche perchè i differenti estremi che erano una novità negli anni '00 in una ROH, PWG e CZW, oggi sono diventati la normalità del quotidiano.
Ed è proprio questa rottura nel quotidiano quello che bisogna ricreare ora. Dovrebbe accadere qualcosa di simile a quello che per Okada e Omega nel 2017, quando andarono a rivoluzionare tutta la scena mondiale; ma non fu qulacosa di imposto, ma qualcosa che è diventato organico all'interno della scena arrivando a rappresentare oggi, nel mainstream mondiale, la base su cui si basa ogni main event.
Ed è proprio questa rottura nel quotidiano quello che bisogna ricreare ora. Dovrebbe accadere qualcosa di simile a quello che per Okada e Omega nel 2017, quando andarono a rivoluzionare tutta la scena mondiale; ma non fu qulacosa di imposto, ma qualcosa che è diventato organico all'interno della scena arrivando a rappresentare oggi, nel mainstream mondiale, la base su cui si basa ogni main event.
Il match è stato così seminale, rubo questa parole da chi finge di capirne di arte, che hanno dovuto caricarlo subito gratuitamente su YouTube. Quindi, se per caso non lo aveste ancora fatto, spero di avervi convinti a guardarlo:
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Alessio Garbini




















